Missili SM-6, Tomahawk e armi ipersoniche dal 2026 in Germania: rischio escalation è reale

Alessandro Marescotti (PeaceLink) -14/07/2024

 

La Nato, durante il vertice di Washington conclusosi giovedì 11 luglio, ha rilasciato una dichiarazione secondo la quale nel 2026 gli Stati Uniti inizieranno a dispiegare i loro missili a lungo raggio sul territorio tedesco per una presenza duratura. L’arsenale statunitense comprenderà 

– missili SM-6

– Tomahawk 

– armi ipersoniche

che hanno una gittata significativamente più lunga rispetto ai missili attualmente dislocati in Europa.

Il viceministro degli Esteri russo Sergey Riabkov ha definito la decisione “un anello della politica di escalation, un elemento di intimidazione, che oggi diventa quasi una componente fondamentale della politica della Nato e degli Stati Uniti nei confronti della Russia”. Ha inoltre assicurato che Mosca definirà la natura della sua risposta “in modo calmo e professionale”.

Fonte: Rainews 

Gli armamenti che saranno schierati in Germania

Aspetti strategici

La decisione della NATO di dispiegare questi sistemi d’arma in Germania ha profonde implicazioni strategiche.

  • Deterrenza: lo schieramento di missili a lungo raggio, in particolare delle armi ipersoniche, è una chiara dimostrazione di forza in termini di deterrenza.
  • Escalation: la Russia ha già espresso preoccupazione per questa mossa, definendola un’escalation delle tensioni. La presenza di queste armi potrebbe innescare una nuova corsa agli armamenti e aumentare il rischio di conflitti.
  • Difesa missilistica: l’SM-6 è un sistema di difesa missilistica avanzato, che rafforza la capacità della NATO di proteggere i suoi alleati da attacchi missilistici. Questo sistema può anche essere configurato per attacchi a terra.
  • Attacco di precisione: I missili Tomahawk e le armi ipersoniche offrono la possibilità di condurre attacchi di precisione a lungo raggio, aumentando le capacità offensive della NATO.
La decisione della NATO di dispiegare missili a lungo raggio in Germania è un evento di grande rilevanza geopolitica, con implicazioni a lungo termine per la sicurezza europea e globale. Sarà fondamentale seguire gli sviluppi futuri per capire come questa decisione influenzerà le relazioni tra Russia e Occidente.

Implicazioni

  • Escalation: questa decisione potrebbe innescare una nuova spirale di escalation militare, con la Russia che potrebbe rispondere con ulteriori misure di rafforzamento militare.
  • Instabilità regionale: l’aumento della presenza militare in Europa potrebbe destabilizzare ulteriormente la regione, aumentando il rischio di incidenti e conflitti.
  • Rischio di proliferazione nucleare: la presenza di armi nucleari tattiche in Europa potrebbe aumentare il rischio di proliferazione nucleare e di una nuova corsa agli armamenti.
  • Opinione pubblica: questa decisione ha suscitato reazioni contrastanti nell’opinione pubblica, con alcuni che la vedono come necessaria per garantire la sicurezza, e altri che la considerano un passo verso una nuova guerra fredda.
  • Risposta russa: la Russia ha già minacciato di rispondere a questa mossa, ma non è ancora chiaro quale sarà la natura esatta della sua risposta.

Gittata dei missili

La gittata dei missili che saranno dispiegati in Germania varia a seconda del tipo:

  • SM-6: originariamente progettato come missile terra-aria, l’SM-6 può essere configurato per attacchi di terra. Tuttavia, la sua gittata massima è più adatta alla difesa aerea e antimissile che a colpire obiettivi terrestri a lunga distanza come Mosca.
  • Tomahawk: questo missile da crociera è noto per la sua precisione e la sua lunga gittata, che può variare a seconda della versione. Alcuni modelli possono raggiungere diverse migliaia di chilometri, rendendoli potenzialmente in grado di colpire obiettivi in Russia, inclusa Mosca, a seconda del punto di lancio esatto.
  • Armi ipersoniche: la gittata delle armi ipersoniche può variare notevolmente a seconda del loro design specifico. Tuttavia, in generale, queste armi sono progettate per colpire obiettivi a lungo raggio in tempi molto brevi, rendendole potenzialmente in grado di raggiungere Mosca.

Conclusioni strategiche e geopolitiche 

La decisione della NATO di dispiegare missili a lungo raggio in Germania è un evento di grande rilevanza geopolitica, con implicazioni a lungo termine per la sicurezza europea e globale. 

L’uso di questi missili potrebbe innescare una spirale di escalation militare con conseguenze imprevedibili.

Sarà fondamentale seguire gli sviluppi futuri per capire come questa decisione influenzerà le relazioni tra Russia e Occidente.

Fonte: Gemini
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Conclusioni per noi pacifisti
Abbiamo compreso il pericolo che si profila?
La necessità di una mobilitazione
La mossa della Nato di schierare in Germania missili proibiti dal trattato INF (firmato da Reagan e Gorbaciov nel 1988) costituisce un enorme passo indietro. L’accordo era decaduto nel 2019 ma questa mossa è una chiara scelta di ritorno alla guerra fredda, travolgendo l’intera impalcatura di sicurezza costruita faticosamente da Gorbaciov con il sostegno del movimento pacifista degli anni Ottanta. 
Da ora in poi non ci sono più argini e le armi nucleari saranno schierate con gittata maggiori e caratteristiche distruttive nuove.
La mossa della Nato avrà, come prevedibile, una contromossa nucleare della Russia.
Di fronte ad una simile strategia dell’escalation che travolge tutto ciò che è era stato costruito per scongiurare una guerra nucleare (anche accidentale) occorre una presa di posizione pacifista.
Attualmente a questa escalation annunciata non viene opposta una dichiarazione forte e globale del movimento pacifista. La sensazione è che manchi persino la consapevolezza della gravità della scelta di questo vertice Nato da poco concluso.
Un movimento pacifista che non abbia le antenne capaci di captare i nuovi segnali di guerra – dall’attuale rischieramento degli F35 italiani in Australia in funzione anti-Pechino fino alla scelta annunciata di installare missili a lungo raggio in Europa – è un movimento che arretra nella sua qualità primaria: quella di individuare con prontezza il pericolo e di elevare nell’opinione pubblica la percezione del rischio.
È necessario recuperare prontezza e capacità di comunicazione. 
Questo messaggio, se avete avuto la pazienza di leggerlo fino in fondo, diffondetelo e fatene motivo di riflessione e di dibattito. Magari per l’anniversario di Hiroshima del prossimo 6 agosto.

L’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (INF), siglato l’8 dicembre 1987 tra Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov, rappresentò una pietra miliare nella storia del controllo degli armamenti nucleari. Questo accordo, unico nel suo genere, non solo ridusse o ritirò sistemi d’arma devastanti, ma li eliminò completamente, segnando un passo decisivo verso un mondo più sicuro. L’Unione Sovietica, per la prima volta, accettò un rigoroso sistema di ispezioni internazionali sul proprio territorio, dimostrando un impegno senza precedenti verso la trasparenza e la cooperazione internazionale.
Il valore fondamentale dell’INF risiedeva nella sua capacità di creare un clima di fiducia reciproca tra le due superpotenze, riducendo il rischio di una corsa agli armamenti nucleari e promuovendo la stabilità globale. La fine di questo trattato, nel 2019, ha segnato un grave passo indietro.
Il recente vertice della NATO a Washington ha rovesciato completamente lo spirito su cui nacque quell’accordo storico. La Germania ha infatti deciso di schierare missili nucleari americani sul proprio territorio entro il 2026, con una gittata sufficiente a colpire la Russia in profondità. Questo scenario riporta alla mente gli anni più bui della Guerra Fredda, quando il mondo viveva costantemente sotto la minaccia di un olocausto atomico.
Il rischio nucleare, fino a ora collocato nell’epicentro della guerra in Ucraina, si estende adesso, con questa decisione, come un’onda sismica a tutta l’Europa e a tutta la Russia, assumendo caratteristiche sistemiche per un’area molto più vasta. Dalle bombe nucleari tattiche minacciate dalla Russia come deterrenza nello scenario ucraino si sta passando ai missili nucleari capaci di colpire la Russia in profondità partendo da rampe di lancio tedesche.
Lo scenario è terribile e tuttavia non si percepisce una presa di coscienza dell’opinione pubblica.
Una consapevolezza blanda e intorpidita sembra avvolgere anche molti intellettuali che dovrebbero per primi comprendere o per lo meno percepire il livello di straordinaria gravità della situazione collegata alla decisione strategica della NATO di avvicinarsi alla Russia con i missili nucleari.
Come cittadini del mondo e come pacifisti dobbiamo pertanto esprimere con urgenza la nostra profonda preoccupazione per questa decisione di schierare in Europa i missili nucleari compiendo una retromarcia pazzesca rispetto agli anni della speranza e della concretezza che ci videro presenti e partecipi. Gli anni di Gorbaciov, Brandt, Palme, Berlinguer, Pertini, Langer.
Il rischio di un’escalation nucleare è reale e palpabile se si è in grado di cogliere la portata di ciò che è stato deciso a Washington dalla Nato.
Ogni passo verso il riarmo nucleare è un passo indietro per l’intera umanità.
I governi devono ricordare che la sicurezza vera e duratura non si costruisce attraverso l’installazione di nuove armi nucleari e il loro avvicinamento geografico al “nemico”, ma tramite il dialogo, la cooperazione e la riduzione delle occasioni divscontro, che possono essere generate anche per errore, complici i margini sempre più ristretti dei tempi di reazione a un attacco vero o presunto.
Il trattato INF nacque anche perché si erano registrati dall’una e dall’altra parte degli errori di percezione e di avvistamento per attacchi presunti. Il mondo ha sfiorato la guerra nucleare per errore. Ma per tanto tempo la gente non lo ha saputo. Tuttavia i leader politici erano informati e restarono impressionati da quegli errori. Furono quelle catastrofi sfiorate a convincere ad esempio Reagan a trattare con Gorbaciov.
È assolutamente necessario che oggi si ritrovi quella consapevolezza: la guerra nucleare può scoppiare per errore o per una frettolosa valutazione dei dati quanto più i missili contrapposti si avvicinano.
E per questo va detto che la scelta di installare i missili nucleari in Germania è una scelta terribile, irresponsabile e sciagurata.
Occorre che la comunità internazionale si mobiliti per rinnovare gli sforzi di disarmo nucleare. La fine del trattato INF non deve segnare la fine della speranza per un mondo libero dalla minaccia nucleare. Al contrario, deve essere un monito a raddoppiare gli sforzi per negoziare e per costruire un futuro basato sulla pace e sulla sicurezza collettiva.
Occorre fare appello ai nostri parlamentari ed europarlamentari perché in questo momento la minaccia delle armi nucleari non si sostituisca alla politica e alla diplomazia nei rapporti Internazionali fra schieramenti contrapposti.
Il tempo per agire è ora, prima che quei missili vengano installati.
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